Di Giacomo Branco
«I leader non nascono, si forgiano. Si costruiscono con grande fatica, che è il prezzo che tutti noi dobbiamo pagare per raggiungere qualsiasi obiettivo che valga la pena perseguire». Si, bisogna ammetterlo: già in passato abbiamo “rubato” dal carniere aforistico di Vincent Thomas Lombardi detto Vince ma non c’è descrizione migliore di quella fatta dal leggendario coach Nfl dei Green Bay Packers per presentare Mattia Pispola: classe 2006, perno difensivo è capitano dell’Under 19 del Mantignana Montemalbe, Mattia è l’esempio di come si diviene leader di un gruppo attraverso i sacrifici e il lavoro quotidiano proprio per abbracciare il pensiero di coach Lombardi: “
Ho iniziato a giocare a calcio a 5 anni con il Perugia calcio – ricorda Mattia – poi nel giro di selezioni non ho proseguito il percorso giovanile in biancorosso e sono andato a San Sisto dove sono rimasto tre anni prima di intraprendere l’avventura con il Mantignana e questo è il mio secondo anno con la maglia biancoverde”.
Un biennio costellato da un moto ondulatorio ma che ora si sta stabilizzando verso una dimensione di prestigio in una categoria competitiva come la Juniores regionale A1: “ Lo scorso anno da matricola l’unico obiettivo era quello della salvezza, che abbiamo ottenuto in uno spareggio playout con il Castel del Piano che rimarrà memorabile, riacciuffato nel recupero e vinto al supplementare – ricorda Pispola – e quest’anno non nego che l’inizio è stato piuttosto complesso, con sconfitte in serie anche di larga misura. Con il passare delle partite abbiamo acquisito sempre più consapevolezza nei nostri mezzi, fatto tesoro degli errori e iniziato a trovare risultati e prestazioni, facendo nove risultati utili filati in Autunno. Poi abbiamo avuto un nuovo rallentamento nel periodo natalizio e nelle prime settimane del nuovo anno ma da metà Gennaio abbiamo ripreso a macinare gioco e punti e siamo in piena lotta per il quarto posto, distante due soli punti con tre turni alla fine della stagione regolare. Un orizzonte che non potevamo certo immaginare ad Agosto, visto che l’obiettivo era sempre quello di rimanere in A1, ma se oggi siamo a questo punto è perchè abbiamo lavorato tanto e abbiamo perseguito questo traguardo con volontà e abnegazione partita dopo partita, allenamento dopo allenamento”.
Parole da leader vero, tanto che Mattia è stato riconosciuto come capitano al secondo anno di militanza bianco-verde: “Per me è un onore e un grande orgoglio, è un ruolo che sento mio ma ovviamente una grande responsabilità nei confronti della società, dello staff e dei miei compagni di squadra”. E in tale contesto speciale è il legame con mister Alessandro Verducci e con il vice Francesco Volpi: “Con loro è impossibile scindere il lato umano da quello professionale – confessa Mattia – e ciò si nota che sin dai primi giorni di preparazione estiva abbiamo fatto subito gruppo, un gruppo che ha avuto una crescita importnante sotto ogni aspetto e per questo spero davvero che il mister possa restare ancora per tanti anni a Mantignana, perchè sarebbe davvero importante per lo sviluppo dei giovani verso la Prima squadra. Dal punto di vista tecnico-tattico invece la volontà è di giocare più possibile la palla in una dimensione di calcio spiccatamente offensiva senza però dimenticare la fase di non possesso e le coperture. Il mister ci dice sempre che i frangenti più importanti di una partita spesso sono sempre i primi dieci minuti di ambedue i tempi e i dieci minuti conclusivi, perchè quelli sono i momenti dove l’aspetto mentale tende a fare la differenza molto di più rispetto a quello tecnico o fisico e l’atteggiamento con cui si inizia, prosegue e termina la partita spesso è il fattore determinante per ottenere poi il risultato”.
E proprio mister Verducci sta spronando Mattia ad evolvere nelle sue skills tecniche: “Io nasco come mediano – ricorda il capitano biancoverde – e l’arretramento a difensore centrale avviene solo in un secondo momento ma devo dire che è un ruolo che esalta le mie caratteristiche: se guardo ad alti livelli l’ispirazione è Alessandro Bastoni dell’Inter, giocatore che difatti è migliorato anno dopo anno divenendo oggi uno dei migliori d’Europa nel suo ruolo. E credo che, nel mio piccolo, proprio come Bastoni ho ottime letture di gioco, sono abile nei recuperi e nelle scivolate, nel guidare la linea che il mister predilige piuttosto alta in un assetto corto e compatto e penso di essere bravo anche in marcatura. Devo migliorare nella fase di possesso, aspetto dove difatti Bastoni è un maestro: ci sto lavorando per essere sempre più perfomante nella prima costruzione e nelle uscite palla al piede”. Così si va verso il trittico di partite che stileranno i titoli di coda: “La nostra volontà è di chiudere con le marce alte questa stagione – dichiara Mattia – non vogliamo assolutamente gettare via quanto di buono fatto sinora in queste ultime gare a partire dalla sfida di sabato a Cannara, al cospetto di una squadra completa in ogni reparto e in piena lotta per il primo posto visto che è ad un solo punto dalla Narnese capolista: noi però stiamo bene e vogliamo raggiungere un quarto posto che sarebbe davvero un risultato incredibile per tutto il percorso fatto in questi mesi. Credo che sarà una bella partita e faremo di tutto per portare il risultato a a casa”. Ed infine gli obiettivi personali: “Intanto spero già quest’anno di fare qualche presenza in Prima Squadra nel campionato di Prima Categoria e di chiudere nel miglior modo possibile l’annata con l’Under 19 per quella che sarà la mia ultima stagione tra i professionisti: per il futuro spero di avere l’opportunità di giocare in un campionato Senior, con il sogno di arrivare un giorno tra i professionisti e poter mettere al braccio la fascia da capitano nella realtà in cui andrò a giocare”.
Un leader vero e con le idee chiare anche sul percorso di studi: “Quest’anno farò la maturità al Liceo “Galilei” di Perugia ma sto già pensando al ramo universitario da intraprendere: mi attira il mondo della comunicazione e ho il sogno di diventare giornalista sportivo”. In bocca al lupo per tutto, capitan Pispola.